• seobuselli

Restauro Cotto Fiorentino: la Guida Completa


restauro cotto fiorentino con Biemme Restauri

Ristrutturare una casa di campagna in Toscana non è sempre un'impresa facile. È un progetto molto delicato e ambizioso in quanto permette di dare nuova vita ad una casa che può diventare funzionale e al contempo molto bella da un punto di vista architettonico. Le case a Firenze e in tutta la Toscana sono degli scrigni preziosi di bellezza e di storia. Spesso l'idea di ristrutturazione spaventa chi vuole rendere funzionale e moderno un ambiente di campagna, ma allo stesso tempo conservarne i tratti storici e tipici dell'edificio.


Ed è proprio questa linea di pensiero che guida i più attenti e scrupolosi restauratori di edifici colonici.

INDICE ARTICOLO

Impresa Edile specializzata nella ristrutturazione case coloniche in Toscana Restauro Cotto Fiorentino Cotto Fiorentino Impruneta Cotto fiorentino per interni e per esterni Lavorazione dell’Argilla Levigatura cotto antico Trattamento pavimenti in cotto Come Riportare a Nuovo il Cotto? Come Recuperare il Cotto Rovinato? Quanto Costa Trattare il Cotto?

Impresa Edile specializzata nella ristrutturazione case coloniche in Toscana

Biemme Restauri di Firenze è un'impresa edile che si è specializzata nell'edilizia e nella ristrutturazione di case coloniche in Toscana. Fin da quando viene fondata nel 1988 da Salvatore Badalamenti, Biemme Restauri si distingue nell'ambito del restauro specializzandosi in lavorazioni di case coloniche e nella ricerca di materiali all'avanguardia. Gli innumerevoli progetti portati a termine dalla Biemme dimostrano i risultati del lavoro di una squadra di artigiani di qualità specializzati in ogni singolo settore: muratura, imbiancatura, impianti elettrici, impianti idraulici, fabbro, falegname, marmista. La messa in opera o il restauro di pavimentazioni in cotto fiorentinoè una delle lavorazioni più delicate e pregiate all'interno di un piano di ristrutturazione di un casale di campagna. Le competenze devono essere alte e il materiale per la sua realizzazione deve rifarsi fedelmente ad una ricetta antica che solo gli artigiani più esperti conoscono. Le dimensioni delle piastrelle di cotto fiorentino possono variare. Esistono mattonelle ampie di forma rettangolare o quadrate oppure più strette a spina di pesce e altre di formati stretti.

Restauro Cotto Fiorentino


Il cotto fiorentino e il suo restauro possono interessare il rivestimento dei pavimenti esterni ed interni e trae la sua origine dall'antica tecnica della cottura dell'argilla. La sua lavorazione avviene mescolando l'argilla con l'acqua per la preparazione di mattoni. Da questa tecnica si possono ottenere vari tipi di terracotta e ceramiche molto pregiate che ad oggi sono molto utilizzate per restaurare edifici di campagna o di rilevanza storica.

Questa tecnica antica prevede la lavorazione manuale dell'argilla tanto da renderla plastica e di una consistenza tale da poter essere pressata all'interno di stampi di legno. In un secondo momento viene cotta, asciugata poi all'aria, ed infine liberata dalle forme in legno per essere utilizzata nelle varie opere di ristrutturazione. Al giorno d'oggi, questo tipo di lavorazione viene eseguita da fornaci artigianali e rivolta ad uno specifico target di clientela molto esigente, disposta ad investire sulla qualità dei materiali. La bellezza di realizzare opere architettoniche in cotto fiorentino è indiscutibile, l'unico fattore che va a suo svantaggio è legato alla porosità di questo materiale che si può ovviare valutando un adeguato trattamento per proteggere la sua integrità.

Cotto Fiorentino Impruneta

La lavorazione del cotto di Impruneta è il nome dato a quei tipi di cotto realizzati con la terracotta proveniente dalla zona di Impruneta, situata nella parte sud di Firenze. L'origine del cotto fiorentino Impruneta è molto antica, basti pensare che risale al Medioevo. In questo periodo infatti, è iniziata la produzione di giare, orci e mattoni arrivando fino ai secoli più recenti e al giorno d'oggi dove questa lavorazione è molto apprezzata. L'archivo di Stato di Firenze conserva numerosi documenti che dimostrano che dal XV secolo in poi, la terracotta aveva un ruolo fondamentale per l'economia del paese ed ha caratterizzato la cultura del luogo. Nel '400 Filippo Brunelleschi scelse la terracotta d'Impruneta per costruire la cupola della Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze, ammirata tutt'oggi per l'ingegno e la bellezza da tutti gli appassionati d'arte. Il celebre architetto scelse questo materiale perché offriva contemporaneamente caratteristiche di solidità e leggerezza. Basti pensare che la cupola in questione non è dotata di alcuna armatura che la sostenga ma è costituita interamente da mattoni costruiti e lavorati con molta diligenza e precisione. Attualmente l'utilizzo del cotto di Impruneta è indirizzato verso la messa in opera di pavimenti lastricati sia per interni che per esterni. Tutt'oggi la lavorazione della terracotta è basata su una tecnica molto manuale conservando le antiche tradizioni. I soli attrezzi utilizzati sono di tipo rudimentale e molto semplici. La terracotta di Impruneta si distingue dalle altre per l'elevato contenuto di galestro che dona all'impasto caratteristiche strutturali molto resistenti agli urti e all'azione usurante del gelo. Il galestro è estratto dalle cave a cielo aperto nei pressi di Impruneta nelle valli dei fiumi Ema e Greve. Essendo una zona molto limitata, il valore di questo materiale è elevato, questo spiega i costi piuttosto alti. Il suo colore rossastro è dato dalla presenza dell'ossido di ferro mentre la porosità dipende dall'elevato contenuto di carbonati di calcio.

Cotto fiorentino per interni e per esterni

Il cotto fiorentino prevede diverse lavorazioni. Le più utilizzate sono le seguenti:

  • Il rustico arrotato: la particolare lavorazione che si realizza con l'arrotatura a crudo mette in evidenza la struttura dell'impasto e si può distinguere dagli altri perché in superficie sono evidenziati dei segni circolari.

  • Il super rustico: è ottenuto mescolando sabbie e argille più grosse tanto che a prodotto finito risulta più ruvido e la granulometria si rivela ad occhio nudo.

  • Il cotto arrotato: in questo caso l'argilla viene essiccata e prima della cottura viene sottoposta ad una levigatura con dei nastri abrasivi.

  • Il cotto grezzo: la superficie è caratterizzata da striature dovute ad una prima lavorazione più semplice che mette meno in risalto la struttura del materiale.

  • Il cotto fatto a mano: è una lavorazione pregiata dove vengono lasciate con estrema maestria alcune irregolarità, ogni opera, essendo fatta interamente a mano, è un pezzo unico.

Il cotto fiorentino è utilizzato sia per pavimentazioni interne sia per quelle esterne.

Per gli interni il cotto si adatta ad ogni ambiente donando calore e unicità a qualsiasi tipo di spazio. Impreziosisce qualsiasi ambiente, sia che si tratti di una cucina o di un bagno.


L'importante è che il lavoro di messa in opera o di restauro sia eseguito a regola d'arte da professionisti in grado di realizzare una pavimentazione che risponda ai requisiti di assorbimento di umidità, non sia intaccatata dallo sporco e segua le leggi di armonia del colore.

Non da meno è l'utilizzo del cotto per gli esterni. Un pavimento in cotto per esterni è la cornice migliore per le case di campagna e per tutte le case coloniche alle quali si vuole dare un aspetto caloroso e armonioso con il contesto. L'unica accortezza alla quale bisogna fare molta attenzione è quella di proteggere il cotto con un trattamento protettivo a causa della sua elevata porosità. Il gelo per esempio è un nemico per il cotto: con la dilatazione dell'acqua che si infiltra nelle porosità può causare rotture e micro danni ai mattoni.

Lavorazione dell’Argilla

L'argilla estratta viene conservata al sole e in una prima fase separata da vari materiali di scarto. Anche questa lavorazioneviene svolta manualmente. In seguito, con la macinatura che avviene utilizzando appositi macchinari, l'argilla viene passata al setaccio.

Segue la miscelazione con l'acqua che solo l'esperienza e la professionalità di un artigiano riesce a realizzare per la buona riuscita del prodotto. Nella lavorazione dell'argilla c'è molta tecnica ma anche la creatività non deve mancare, soprattutto se l'artigiano deve realizzare vasi ed altri elementi decorativi.

Solitamente il trattamento della terracotta viene effettuato in due fasi: 1. idrorepellente; 2. oleo repellente.

Periodicamente, in funzione anche all'usura, dovrà essere soggetta ad una manutenzione soprattutto per il primo strato superficiale che è quello più esposto ai danni.

Levigatura Cotto Antico


Per risplendere in tutta la sua bellezza, il cotto fiorentino deve essere sottoposto alla levigatura che permette di rendere la superficie idonea al suo utilizzo specifico in funzione al posto dove è stata realizzata l'opera e al contempo predisporre la superficie al trattamento di protezione. a levigatura è importante soprattutto per permettere la pulizia della superficie che periodicamente andrà fatta. L'operazione di levigatura non è uguale per tutti, ma va progettata in funzione dell'utilizzo del tipo di opera in cui si deve intervenire, valutando, di volta in volta, in quale contesto si trova.


Bisogna tener presente che il cotto, essendo un materiale estratto dalla lavorazione dell’argilla, cambia colore a seconda dell’utilizzo. Una cosa che accomuna tutte le lavorazioni con il cotto fiorentino è che il trattamento di levigatura rimuove tutto, comprese le macchie, le muffe, lo sporco più difficile oltre a livellare il pavimento donando equilibrio e uniformità ad eventuali sconnessioni presenti.

Solo dopo la levigatura, soprattutto se si tratta di un pavimento, il risultato sarà perfetto.

Trattamento Pavimenti in Cotto

Il trattamento del cotto è una lavorazione che si effettua dopo la posa e la stuccatura delle fughe affinché la superficie diventi impermeabile.

Il cotto è soggetto ad un naturale degrado che è determinato dalla sua struttura piuttosto porosa che facilita l'insorgenza di muffe e dalla vulnerabilità che può presentare se soggetto ad urti e passaggi di veicoli.

Spesso si pensa che il trattamento del cotto venga realizzato solo per donargli un aspetto migliore o differente, in realtà il trattamento serve anche per migliorare la funzionalità, rimuovere lo sporco e farlo durare nel tempo.


Ogni situazione e contesto nel quale si va ad operare deve essere valutato singolarmente sopratutto se si è in presenza di umidità di risalita o infiltrazioni. In questi casi, i trattamenti devono puntare al risanamento e alla prevenzione del fenomeno per non compromettere l'intero lavoro. Quando si è in presenza di una forte umidità, lo specialista valuta, se è necessario trattare le mattonelle prima della messa in posa con un idrorepellente specifico e un antimacchia.

Le tipologie di trattamento che si possono effettuare sulle superfici di cotto fiorentino si dividono in due grandi categorie: di protezione e di finitura. Si distinguono ulteriormente in funzione alle componenti del liquido che si utilizza come base: quelli con solvente e quelli con base acquosa.

Come Riportare a Nuovo il Cotto?

I vecchi pavimenti di cotto che non sono puliti da molto tempo devono essere sottoposti di una pulizia speciale che consenta di togliere lo sporco che si è depositato negli anni e donare nuova luce alla superficie.


Spesso certi casali, o case di campagna necessitano proprio di questo trattamento perché le mattonelle sono ancora in buono stato e non serve intervenire con una vera e propria ristrutturazione.


L'utilizzo di cere specifiche per completare un lavoro di pulizia fatto bene esclusivamente con prodotti neutri, riescono a riportare alla bellezza originaria quelle mattonelle dimenticate da tempo e farle risplendere di luce propria.


È sempre bene anche in questo caso farsi consigliare da specialisti del settore e non improvvisare la rimozione di macchie, soprattutto se si tratta di un pavimento antico, con soluzioni fai da te.


È sempre sconsigliato utilizzare prodotti aggressivi specie se le fughe delle mattonelle sono deteriorate e molto usurate. In questo caso infatti, è bene procedere prima alla stuccatura delle fughe in modo che l'acqua non possa penetrare all'interno delle porosità.

Infine, è sempre bene passare con delle moto-spazzole professionali o delle spazzole specifiche che solo i professionisti del settore sanno come utilizzare.

Come Recuperare il Cotto Rovinato?




Ogni volta che ci si trova di fronte ad un cotto fiorentino rovinato il primo step da seguire è quello di chiedersi quale sia stata la causa che lo ha portato a danneggiarsi in quel modo. Una volta individuata, si potrà studiare quale tipo di intervento è il più efficace.

Quando siamo in presenza di una pavimentazione interna, le macchie che possono intaccare il cotto fiorentino derivano da residui alimentari, detersivi, deiezioni animali o residui di lavorazioni edili.

Eliminare una macchia persistente e di vecchia data non è sempre facile perché bisogna far i conti con la delicatezza e la porosità del materiale.

Mentre per l'esterno il cotto può essere più facilmente degradabile dalla presenza di muffe, olii di motore o escrementi animali. In ogni caso, quando si è in presenza di una pavimentazione rovinata e con macchie si ricorre ad una miscela a base di bicarbonato di sodio.

Si lascia in posa per poi lavare con un sapone neutro l'intero pavimento. Per le macchie più resistenti si ricorre anche all'olio di lino. In quest'ultimo caso si dovrà lasciare in posa per un giorno per poi procedere alla saponatura e al risciacquo.

Quanto Costa Trattare il Cotto?


Trattare il cotto può costare in maniera diversa in funzione dei tipi di protezione e/o levigatura scelti per uno specifico pavimento o prodotto.

Si può partire da 20 euro al metro quadro, ma il prezzo può salire in presenza di interventi di protezione di qualità, di manodopera altamente specializzata o all'introduzione di particolari prodotti per mantenere intatte le sue caratteristiche in funzione al contesto urbano o di campagna.

Per esempio, un trattamento base del cotto prevede una pulizia delle vecchie applicazioni e stuccatura di eventuali mattonelle rotte o usurate. A questo si possono aggiungere la levigatura e interventi che mirano la protezione dall'umidità.

DOMANDE FREQUENTI


Come Riportare a Nuovo il Cotto?

Per riportare a nuovo il cotto è necessario sottoporlo ad un intervento di pulizia per eliminare sporco e macchie. Non utilizzare prodotti aggressivi ma prodotti naturali o specifici.

Come Recuperare il Cotto Rovinato?

Quanto Costa Trattare il Cotto?



Vuoi Restaurare un Pavimento in Cotto Fiorentino?


Contattaci Senza Impegno per un Preventivo Gratuito.



85 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti